martedì 8 marzo 2011

Otto marzo: donne, spogliarelli e marketing sessista


Con questo post inauguro la categoria “Ponderando”, nella quale troveranno posto riflessioni su temi non strettamente cosmetici. Il termine è preso dalla famosa battuta del cartone animato Mignolo e Prof. Oggi si pondera sull’otto marzo, festa delle donne. Orsù, ponderiamo!

Che tutte le feste ormai siano una mera scusa per scambiarsi inutili regali, si sa. Che ancora nel 2011 la donna sia oggetto di discriminazioni e violenze è purtroppo sotto gli occhi di tutti. Non tutti però sanno che la festa della donna non è stata istituita in ricordo di un incidente in una fabbrica che uccise centinaia di lavoratrici (una leggenda metropolitana), ma fu fissata dalla Conferenza Internazionale delle Donne Comuniste. Santa Wikipedia, c’è sempre da imparare!

A parte questo, stavo pensando a qualcosa di molto più leggero: come festeggiare questo otto marzo. E nel vedere i programmi dei locali notturni della provincia scatta il dilemma esistenziale: perché Festa della Donna = spogliarello maschile (almeno nel 90% dei casi)?

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Una giornata dedicata al gentil sesso deve trasformarsi, secondo loro, nello scimmiottamento di una delle peggiori caratteristiche maschili: lo sbavare dietro ad un corpo nudo a pagamento. Forse sono io la puritana fuori moda, quella che non capisce che “è ora che anche le donne si divertano” e  che “basta col sessismo: che anche gli uomini stiano in abiti succinti!”. Risposte ai miei dubbi da parte di ragazze forse più moderne. Non ci sto.

Trovo discutibile l’ideale di emancipazione proposto da certe pubblicità e telefilm. Quelli che propongono la donna sessualmente spregiudicata, predatrice, la donna cliente del locale di strip-tease e del sexy-shop. La donna che fa a botte e la donna che urla e impreca. Sempre con la gonna corta, i tacchi a spillo e il trucco provocante. La donna matura ed avvenente con l’amante giovane. Ormai ne parlano pure i telegiornali. Ma, a parte che sullo schermo, esistono queste donne? A me sembra di no. Un ibrido tra Venere e Marte, la sensualità femminile che incontra la spregiudicatezza - se così la vogliamo chiamare – maschile. Una fantasia erotica cucita addosso al nuovo stereotipo di uomo: insicuro, mammone e senza spirito di iniziativa. Una nuova variazione sul tema della donna oggetto.

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E i geni del marketing ci fanno desiderare di essere questa “donna” per venderci spogliarelli, film, libri e gadget per signore. Basta leggere tra le righe di una rivista femminile, in una delle poche pagine che fingono di non essere pubblicità. Ricordiamoci che sono gli stessi che ritengono che basti tingere qualcosa di tecnologico di rosa per renderlo appetibile ad una donna, come se non sapesse leggere le specifiche tecniche. O appiccicare una griffe ad un’auto per renderla “da femmine”. Tanto donne e motori sono solo materia per barzellette.

Penso che la vera strada per l’emancipazione non sia copiare l’uomo ma valorizzare le peculiarità dell’essere donne, anche nelle piccole cose. Auguri a tutte le donne. Quelle vere.

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Tutte le immagini di questo post sono prese da www.sxc.hu.

2 commenti:

  1. sono d'accordo, forse sono anche io una puritana fuori moda :) anzi sicuramente, quelle scassapalle delle mie amiche me lo dicono spesso XD

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  2. Puritane o meno, l'importante è ragionare con la propria testa e spesso è difficile. Io stessa, prima di ragionarci e discutere con altre persone, sono cascata in questa ed altre trappole per compratori.

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