lunedì 19 settembre 2011

Ponderando: Comunicazione sintetica e veloce. Un post lungo 924 parole.

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Internet ha rivoluzionato il nostro modo di comunicare, rendendolo meno formale e molto più immediato e stringato rispetto ai mezzi che lo hanno preceduto. Ma quante parole possono essere sacrificate prima di impoverire un messaggio?


 Un SMS è composto da massimo 160 caratteri, uno status di Facebook da 420, un tweet da 140. Del resto sono mezzi pensati per trasmettere messaggi brevi, magari poveri e banali. Ciò che mi preoccupa è che dove non esistono limiti strutturali di lunghezza del messaggio, come per gli articoli di un blog, esistono statistiche che avvertono che è pericoloso oltrepassare le 500 parole, pena la fuga di lettori. E confesso di essere una blogger che tiene il conto, almeno per i post cosmetici.
Il Web è ricchissimo di informazioni e chi lo consulta è spesso povero di tempo a disposizione: pochissimi possono permettersi il lusso di tenere incollato qualcuno allo schermo senza la preoccupazione che possa trovare le stesse cose proposte in maniera più breve. Per amore di sintesi, non mi soffermo ad elencare le buone ragioni per le quali bisogna essere sintetici. Vorrei condividere i miei dubbi e quelli che penso siano i pericoli dell’abitudine di sforbiciare troppe parole, che spesso nasconde una certa pigrizia verso la lettura e la scrittura.

La punta dell’iceberg di questa “pigrizia” è l’irritante abitudine di usare “K”, numeri e sigle per abbreviare messaggi spesso già composti da poche parole e/o inviati tramite sistemi diversi dagli SMS. Stesso discorso per l’uso indiscriminato del maiuscolo (e non dite che si è inceppato il Caps Lock!) o per errori ortografici imperdonabili anche per uno studente delle elementari. Certamente la forma è un involucro che contiene il messaggio, ma è innegabile che, se troppo trascurata, chi legge darà più peso alla forma che al contenuto. Sempre che legga davvero. Abbiamo tutti esperienza di domande poste poche righe sotto la risposta o che possono essere facilmente risolte digitandone l’oggetto su Google.

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Se la forma è bistrattata, il contenuto non sta meglio. Nella “foga di pubblicare” qualcuno dimentica parti della ricetta della torta Margherita, un altro invece non indica che il bellissimo smalto fotografato è uscito di produzione nel 2001. E tu hai perso gli incisivi addentando un dolce di marmo e un pomeriggio a cercare una boccetta introvabile. Però non mancano di illustrarti come la torta sia piaciuta tanto alla piccola Paola, o come lo smalto sia stato lodato dal fidanzato. Come se interessasse a qualcuno. E naturalmente anche i professionisti non sono immuni dal virus della poltronite: si veda il caso della sentenza della Cassazione sull’adozione da parte dei single, maldestramente interpretata (usando un eufemismo) dall’ANSA e copiata pari pari da tutti i principali giornali e notiziari.

Il copia-e-incolla merita un discorso a parte. Le catene si sono trasferite dalle e-mail ai social network, senza perdere la virulenza e il potenziale rompiscatole che le contraddistingue. Dagli allarmanti “Facebook disattiverà il tuo account / usa le foto per le pubblicità” ai fantascientifici messaggi che parlano di  spettri e maledizioni. È interessante notare come tanti si affrettino a condividere sulla loro bacheca e pochi, sempre per pigrizia, si informino su siti più autorevoli. Similmente fanno il giro del mondo bufale meglio orchestrate e su temi più delicati, tanto da far sospettare che possano essere frutto di qualcuno interessato. A chi non è mai capitato di leggere del Sodium Lauryl Sulphate (SLS) cancerogeno, dei tre chili di rossetto mangiati dalle donne durante la loro vita o dei preservativi usati nascosti negli elastici cinesi?

Anche avendo buona volontà non sempre si riesce a informare altre persone a nostra volta. Provate a scrivere sotto una bufala il link allo smascheramento. Qualcuno ritratterà e si scuserà ma, soprattutto nel caso di personaggi gonfiati dalla “fama”, vi ritroverete il commento cancellato, insulti e il ban dal blog/forum/canale Youtube. Del resto nessuno vuole tragedie nel suo forum/canale/blog/bacheca, e si finisce per seguire la regola Marge Simpson-iana “Se non hai nulla di carino da dire, non parlare affatto”. E lo stesso vale per chi volesse esprimere un’opinione diversa.

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E qui c’è l’ultimo e più subdolo figlio della pigrizia. Sempre lo stesso punto di vista, sempre per le medesime ragioni. Gira un’idea “dominante” su un certo argomento, magari basata su un luogo comune, e tutti a belare il ritornello! “Beeeee, la musica oggi è pessima, beeee! Solo Lady Gaga e Justin Bieber, beeee!”. Scopri nuova musica. Last.fm, Jamendo, MySpace e un mucchio di forum e blog sono lì per quello. “Io non guardo la TV, beeeee! C’è solo Grande Fratello e Maria de Filippi, beee! Io vado su Internet!”. E, mentre andava in onda uno special storico su Dimităr Pešev (l’uomo che impedì la deportazione di 50.000 ebrei bulgari)  su Rai Storia, il genio qui sopra condivideva le note di “Peace&’Ndrangheta”.

Attenzione: non incolpo Internet per questo “appiattimento”. Succedeva già con i media tradizionali, ma per motivi diversi. In quel caso chi era dall’altra parte del mezzo proponeva il suo punto di vista, forte del carisma dato dalla sua posizione. E l’ascoltatore subiva questa situazione. Oggi la linea tra ascoltatore e interlocutore è completamente svanita e, piuttosto che il mezzo di libera circolazione delle informazioni tanto agognato, spesso Internet è un mezzo di libera creazione di panzane e pregiudizi. E a giovarne talvolta sono i “soliti noti”, aiutati da tanti, svogliati e inconsapevoli “ignoti”.

L’unica contromisura è pensare e informarsi, discutere, valutare le posizioni pro e quelle contro, non procedere per la strada più ovvia. Non solo riguardo ad argomenti importanti, ma anche per quelli più frivoli. E avere la pazienza di scrivere e leggere.

17 commenti:

  1. Devo ammette che il titolo "924 parole" mi stava facendo fuggire.. poi la mia curiosità mi ha portato a leggerlo tutto da cima a fondo. Trovo corretto tutto ciò che dici. Per quanto riguarda le frasi e catene che si trovano su Facebook ne ho trovate un sacco giusto ieri. E guarda un po' se si va a leggere nella pagina impostazioni del proprio account ci si ritrova sotto il naso la smentita data dalla stessa Facebook.. toh, non bisognava andare tanto lontano! Figurati se si preferisce approfondire, meglio rimanere sul superficiale senza prendersi la briga di impegnarsi a cercare maggiori informazioni..
    Sarà che all'università (da buona storica) mi hanno insegnato che bisogna sempre cercare la fonte di tutte le informazioni; anche secoli fa c'erano false notizie che si sono trasformate in falsi storici (Marc Bloch dicet).
    (mamma che risposta lungaaa!!)

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  2. Hai ragione, però penso che se una persona è veramente interessata ad un argomento si prende la briga di informarsi. se l'interesse è solo superficiale, quello che è stato letto verrà cancellato dalla memoria a breve.
    PS: Aboliamo l'uso della K in luogo del "ch"!!

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  3. ti dirò, credo sia stato quel 924 ad attirarmi a leggere, invece che farmi scappare. questo non mi porta a dire che necessariamente mi distinguo dalla massa: molte volte ci sono immersa, ma non del tutto, tant'è che di tutti gli argomenti da te citati mi soffermo anche io a riflettere, anche più volte nel tempo

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  4. A volte stare a leggerti è un piccolo balsamo quotidiano.

    Magia delle parole, deve essere quello per forza :)

    Grazie :)

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  5. @tutte: Grazie per averlo letto, cerco di contenere la mia prolissità nei post cosmetici, per questi non mi metto problemi. Almeno qui ho avvisato!

    @Alememe: Figurati, un commento lungo ad un post lungo è buono! Forse secoli fa erano la difficoltà di reperire le fonti e la lentezza di circolazione delle informazioni a favorire la diffusione di false notizie, curioso come oggi un contesto libero e veloce riesca a fare altrettanto.

    @Siboney2046: Capita a tutti di eliminare dalla memoria quello che non interessa o di leggere superficialmente qualcosa solo per curiosità. Però quello che mi preoccupa è quando si condivide una nozione appresa "alla trallallera", facendo cadere altri nell'errore. Soprattutto se si ha una certa autorità, come blogger o, peggio, come giornalista.

    @Susielfa: Dall'impressione che dai attraverso il tuo blog non sembri affatto parte della massa, ammesso ne esista una.

    @Cipria: Spero un balsamo migliore di quello che ho appena usato! :D Grazie a te.

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  6. Considerazioni molto interessanti. Mi fanno pensare all'argomento di una serie di conferenze cui ho partecipato tempo fa, ci scrissi anche un articolo, a riguardo - ma con la mia vera identità e su un giornale cartaceo. :D
    Si è a lungo discusso del cosiddetto effetto pancake (in italiano, spiattellamento, che non mi sembra poi così diverso dall'appiattimento di cui parli tu) che, a causa di Internet, ha investito la cultura odierna, soprattutto della generazione che non si è fatta anni di ricerche bibliotecarie come me (aiuto, sono una vecchia cariatide!) o come tanti altri, ma si è abituata a googlare o a cercare su Wikipedia.
    Il discorso era lungo, complesso ed articolato, ma il succo era che a causa di Internet le conoscenze si sono sì allargate, ma hanno anche perso di spesso e sostanza. Insomma, si conoscono più argomenti di prima ma in maniera estremamente superficiale.
    Il tutto corroborato da studi delle neuroscienze, ovviamente. :)
    Se ti può interessare ne riparliamo in privato, ora mi dispiacerebbe intasarti i commenti.

    ps. questo ci terrei a sottolinearlo: leggendo un testo sulla cara, vecchia carta, riteniamo il 70% delle info. Leggendolo sullo schermo del PC, ne riteniamo solo il 30. Ci sono stati esperimenti e studi anche in questo caso (è giusto formalizzare e donare al tutto un fondamento scientifico), ma questo lo constatiamo nella vita di tutti i giorni con la nostra esperienza personale. ;)

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  7. Bel post, davvero! E concordo su ogni singola parola, in particolar modo sull'argomento K/abbreviazioni/varie ed eventuali omicidi alla grammatica italiana. Una mia conoscente usa la K non solo al posto del CH ma anche al posto della C: dice che è "moderno". Sono ben contenta di essere vetusta e antica, allora :)

    Anche il "copia e incolla" mi allarma alquanto; quando ne hai parlato riguardo gli ingredienti mi è venuto da ridere perché é (tragicamente) vero: non ho molta simpatia per quelle che si autodefiniscono autorità in fatto di ingredienti cosmetici, con alle spalle una solidissima autoformazioni derivata da forum e siti.

    (ma davvero esistono link targati "Peace&'ndrangheta"? Oh. Dio. Mio. Preferisco non commentare, davvero -.-).
    Ancora complimenti per il post, l'ho trovato davvero interessante!

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  8. io un po' me ne frego di contenermi, e odio quando qualcuno pretende lo faccia perche' poi il post e' lungo... secondo me abbiamo poco tempo perche' scegliamo di averne poco, siamo sempre di fretta, ma poi lo perdiamo in cose futili...
    io leggo volentieri un post lungo scritto bene, cosi' come mi urtano nel profondo due righe infarcite di abbreviazioni idiote (son grande nemica del "nn", davvero eliminare una o da una parola cosi' corta aiuta?!) o scritte in italiano claudicante... quello si' che mi fa perdere tempo, e troppo!

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  9. Mannaggia io non tengo il conto... farò un analisi sui vecchi post!!!
    Sar una vecchia lega ma io dentro un sms non riesco a farci stare nulla... infatti meno male che ora i cell mandano gli sms concatenati!!
    Per quanto riguarda internet e l'informazione sono d'accordissimo e lo dico sin da quando Beppe Grillo urlava nei suoi spettacoli (a pagamento!) che Internet è il futuro dell'informazione e dimostrava la magia della washball (la pallina che lava senza detersivo, si veda il disinformatico.it per smascheramento bufala)!!
    Io sono la prima a cercare qualcosa su Internet se non la so... ma purtroppo mi rendo conto che le notizie sono spesso frammentate e spesso non si riescono a trovare fonti autorevoli e ritengo ed ho sempre ritenuto che il senso critico dev'essere sempre il filtro attraverso cui far passare le informazioni. Era solo questione di tempo prima che anche media considerati più autorevoli si facessero inquinare da questa facilità di recupero informazioni.
    odio le catene e non sopporto soprattutto che anche le persone più acculturate tra quelle che conosco finiscano per cascarci nel nome di una presunta giusta causa".
    Sulla tv ti posso appoggiare perchè so che c'è una televisione di tutto rispetto ma il mio rifiuto del medium si lega al caro "abbonamento" che non voglio pagare per svariate ragioni, prima delle quali è che se è una tassa mi devi dire che è una tassa e non un fo###to abbonamento!!! (scusa... mi fa sbarellare la faccenda...)
    per non parlare del fatto che la cara letterina è giunta nella nostra casa non appena mio marito ha cambiato residenza (alla faccia della privacy!) dando per scontato che devi avere una tv in casa e senza la possibilità di dichiarare che non ce l'hai.... ma questo è tutto un altro discorso.... :)
    Ho scritto un sacco XD

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  10. Inutile dirti quanto abbia osservato tutti i fenomeni che hai descritto, e ammetto che delle volte, per motivazioni che non sto ad elencarti, il rischio di cascarci io stessa è molto forte :(
    Se non altro ne sono consapevole, che è il primo e più importante passo per uscire dal gregge... beeeeee!!!
    Anche io mi sono trovata spessissimo a bloccare vetuste catene di sant'antonio rimandando indietro link di siti anti-bufala, ma hai centrato il punto: li leggessero!
    Mah... bel post!

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  11. Concordo su tutto, in particolare sul belare di certe persone.
    Non guarderai il GF (come faccio io e qui me ne vanto) ma condividi le citazioni di fabio volo (tanto rispetto per lui ma scrive cose secondo me di una banalità tragicomica)...non ti credere di essere tanto meglio sà!>_>
    Sulla lunghezza dei post non so che dire, io leggo molto velocemente (un po'di default, un po'perchè essendo abituata a leggere le sentenze -sigh- se non mi smuovo faccio notte) quindi non faccio caso a quanto uno scrive, di solito non rimango su un sito più di 3 minuti, commento eventuale compreso. Però ora che mi ci fai pensare è il caso di scrivere meno o_O.
    La parola d'ordine sarà "RIDIMENSIONARE" XD

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  12. @Cristina: Son contenta che il mio ragionamento non sia fuori dal mondo. Non sei una cariatide, anche le mie ricerche fino alla terza superiore erano tutte basate sui vecchi, classici libri. Certo parlandone oggi sembra di aver vissuto una vita precedente in un mondo primitivo... Son curiosa di leggere quello che hai scritto, ti scrivo una mail.

    @Haze: Grazie. Bisognerebbe inventare una tastiera che dà una piccola scossa ogni volta che si digita la k. Forse qualcuno la userebbe solo quando necessario!
    Riguardo agli aspetti scientifici e agli ingredienti cosmetici trovo che sia possibile informarsi discretamente anche tramite forum e siti vari, però bisogna pur sempre fare un bel lavoro di lettura e comprensione (mi sembra troppo poco fermarsi ai famosi pallini) e tante volte si finisce con l'incontrare il collegamento ad una pubblicazione scientifica di difficile lettura anche per uno studente di una facoltà non propriamente chimica, figurarsi per chi la chimica non la vede dai tempi del liceo. E ad ogni modo non me la sento di fare da "insegnante" a mia volta. Accetto i miei limiti, del resto i tuttologi non esistono.

    No, "Peace&'Ndrangheta" l'ho inventato di sana pianta, credo esista una pagina dal nome simile, molto popolare purtroppo.

    @Misato-san: Io nelle recensioni preferisco contenermi perché quando scrivo ho in mente la poveretta che cerca disperatamente informazioni su un prodotto e vuole leggersi diverse recensioni prima dell'acquisto. Cerco di essere il più possibile completa nel minor numero di parole possibili. Non ci trovo nulla di male nel parlare un po' di sé stessi, a patto che il focus rimanga sul prodotto. Rimando il gossip ad altri post.

    Sulle abbreviazioni, ti dirò: non ne giustifico una (a parte nel caso disperato dell'aver superato di un solo carattere il limite per gli SMS). Se hai così tanto da dire e così poco tempo, chiama. Probabilmente costa anche meno.

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  13. @Manuki: Io tengo il conto dopo aver letto quell'articolo che ho linkato, ancora prima di iniziare a bloggare. Comunque non mi pongo le 500 parole come un limite netto, se recensisco quattro smalti nello stesso post va bene andare un poco oltre, stesso discorso per prodotti complessi da recensire come creme viso e fondotinta. E ignoro l'INCI, che da solo aggiunge 50-100 parole.

    Oddio, io non riesco a togliere le macchie dalla tovaglia neppure col detersivo! Il problema è che, se non si hanno profonde conoscenze su un determinato argomento, si finisce per andare a simpatia e non credo che questa sia una base sufficiente per divulgare a nostra volta queste informazioni. E su Internet è facile atteggiarsi a tutto-so-io e fingere di essere esperti.

    L'abbonamento fa incavolare anche me, è un problema per gli studenti che vivono lontano dalla famiglia e dovrebbero pagare due canoni. Come se non avessimo già abbastanza spese.

    @Giovanna: Grazie! Capita a chiunque di prendere un granchio, io recentemente ero quasi cascata in quella bufala della privacy delle foto su Facebook, figurati! Comunque mi sembri sempre attenta, informata e con le idee chiare, il gregge al quale mi riferivo sono quelle persone che ripetono i soliti luoghi comuni, si lamentano di "mali" per i quali è già stata trovata cura da tempo. Insomma, non ti ci vedo bene nel gregge. :)

    @Chiara: Pure io leggo molto velocemente, però sono lenta nello scrivere i commenti! :(
    Meglio che non parli dei miei guilty pleasures televisivi, decisamente imbarazzanti! Però ogni tanto, con lo spirito giusto, fanno bene anche loro.

    Oddio, dopo questo non credo di essere la persona giusta per spingere gli altri a ridimensionare i loro post.

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  14. E io che scrivo commmenti ai tuoi post lunghissimi rispetto alle altre? Sai quante volte non ho scritto nulla per paura di essere fuori luogo, o per il fatto stesso di leggere il post dopo qualche giorno, mentre vedo che gli altri commenti arrivano subito! Finalmente stavolta mi posso dilungare! ; )
    Scherzi a parte, trovo che la banalità ci sia sempre stata e si diffonda facilmente, forse oggi c'è solo più spazio e più mezzi per divulgarle!Diciamo che molti non si creano dubbi o problemi se sono in grado o meno ...
    Io leggo tanto e non sempre bado alla lunghezza se trovo interessante ciò che leggo , ma capisco che c'è un abisso fra leggere "Anna Karenina" in relax sul divano, e un conto è trovare commenti utili per fare un acquisto, con le spine sotto ai piedi!Informarsi e acculturarsi sono cose diverse, ma partono dalla stessa radice della sete di sapere!
    Non sono iscritta a Facebook, perciò non ho nemmeno idea di come funzioni...sono fuori dal mondo? Non so, ma non mi crea un cruccio!
    Per quanto riguarda la pazienza e la fretta, trovo banale chi dice sia la vita di oggi che ci porta a questo: se uno vuole davvero, il tempo lo trova per leggere, scrivere, e informarsi!
    Seguo il tuo blog davvero volentieri perchè si capisce quanto e chi ci sia dietro al singolo post per quanto possa esser frivolo l'argomento!!!

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  15. finalmente un po' di tranquillità e pace mentale per scrivere un commento a questo bel post... A volte ho l'impressione che quello che conti di più sia l'atto stesso del comunicare, senza badare al contenuto. Un po' come voler ricordare agli altri la nostra presenza con due tre post al giorno (spesso però privi di sale e sapore), con tremila catene e messaggi vuoti.

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  16. troppa gente senza voglia di cultura, senza quella curiosità che ti porta a capire, a scoprire e a fare tuo ciò che trovi!
    Io sono fiera di essere una spugna che assorbe tutto ciò che non conosce, che si interessa, che vuole capire!
    Voglio pensare che in fondo non siano poche le persone disposte a leggere articoli belli come questo ;)

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  17. @Silvia: Non metterti problemi: tutte le blogger adorano i commenti, a parte quelli con spam e insulti gratuiti! :P
    È vero, la banalità c'è sempre stata e adesso è sotto gli occhi di tutti, specialmente delle persone naive come la sottoscritta.
    Riguardo Facebook: non ti perdi nulla, fidati. Ho visto cose che voi umani...
    E grazie per il supporto, fa veramente piacere.

    @Alice: Riflessione molto interessante. A volte penso che il perno dei social network e di molti blog personali (quelli dove un Pinco Pallino racconta i fatti propri per intenderci) sia proprio l'egocentrismo, che a piccole dosi è indispensabile, ma quando si esagera i risultati sfiorano il ridicolo. Preferisco Internet come mezzo di diffusione delle conoscenze piuttosto che come palcoscenico.

    @Veronique: Siamo due spugne, allora! Nessun riferimento all'alcol, ovviamente. A volte mi guardano storto perché conosco tanti aneddoti e sono il tuttofare della situazione ma, nonostante questo, mi sento sempre incompleta e ignorante perché ci sono sempre tantissime cose da imparare. Fortunatamente.
    Grazie!

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