venerdì 11 aprile 2014

Recensione: Benefit correttore Erase Paste #1 Fair


Benefit correttore Erase Paste #1 Fair
Ovvero: anatomia di un correttore.


Prezzo: 27,90 euroQuantità: 4,40 grammi
Rivenditori: Sephora.it PAO: 6 mesi
Provenienza: Made in USA Colori disponibili: 3
Periodo di utilizzo: >2 anni

Dal sito Benefit: Signs of stress & fatigue are a thing of the past with this concentrated cream formula! Available in three shades with brightening melon undertones to suit every skintone. Includes a step-by-step lesson with tips & tricks and a mini-spatula for easy application. (Segni di stress e fatica sono roba del passato con questa formula concentrata in crema! Disponibile in tre tonalità con sottotoni melone illuminanti per adattarsi ad ogni carnagione. Include una lezione passo a passo con suggerimenti e trucchi ed una mini spatola per un’applicazione facile.)
Le confezioni Benefit sono sempre spiritose, coloratissime e dall’aria deliziosamente retrò; Erase Paste non fa eccezione. La scatolina, con tanto di foto dimostrativa, contiene un foglietto di istruzioni con bizzarre metodiche d’applicazione (che avrò seguito due volte), una spatolina ricurva e il grazioso vasetto in plastica rigida fucsia contenente il prodotto. Il correttore è una “pasta” priva di profumo, con un caratteristico odore che non trovo particolarmente fastidioso né penetrante, ma ho letto che alcuni non lo gradiscono. La nuance #1 Fair non è chiarissima come promette il nome, ed ha una particolare tonalità pesca calda. Questa caratteristica è comune a tutto l’assortimento colori (limitato a sole tre tonalità) di questo correttore e, a mio parere, ha il pregio di non ingrigire la zona perioculare nel caso si soffra di occhiaie particolarmente scure o di vene in evidenza. È quasi lapalissiano dire che, se questo tono non si addice alla vostra pelle, sarà necessario utilizzare altri prodotti sopra Erase Paste per evitare stacchi.

Benefit correttore Erase Paste #1 Fair
Benefit Erase Paste #1 Fair

Il motivo principale per cui uso il correttore sono le occhiaie: scure, estese, “condite” da vene e capillari e refrattarie a qualsiasi trattamento. Altre zone in cui lo applico sono i solchi ai lati del naso (la cui pelle grassa mette a dura prova la durata del trucco) perennemente arrossati e qualche sporadico brufolo o macchia post-suddetto sul mento.

La spatola in dotazione non mi è parsa molto comoda: il lato destinato a prelevare il prodotto è piuttosto largo e pescava troppa roba; non volendo però infilare le dita nel vasetto (per questioni di igiene e di unghie lunghe) ho trovato un compromesso utilizzando l’estremità più sottile. Per stendere il correttore ho provato:
  1. il pennello apposito elf Studio, accantonato subito perché lasciava troppe strisciate ed era impossibile pulirlo completamente dal correttore in un solo lavaggio;
  2. il pennello Smashbox Definer Brush #15 (il mio proviene da un set e sembra più scrauso di quello dell’assortimento permanente), ispirata dal post di Dony/Cipria di Luna, abbandonato causa strisciate e tempi di stesura prolungati;
  3. le care, vecchie dita.
La consistenza del correttore varia con la temperatura: d’inverno (12° C secondo il termometro in salotto) è parecchio pastoso e necessita del calore delle dita per scivolare agevolmente, d’estate (27+° C) invece diventa molle ed untuoso, mentre durante le mezze stagioni Erase Paste pare una crema molto densa. Il periodo più problematico è l’estate: il prodotto è così viscido da scivolare sulla pelle e basta sfiorarlo per far affiorare le occhiaie, inoltre è lucido e non c’è verso di tenerlo lontano dalle rughette. Cipria e salviette opacizzanti falliscono nel tenerlo a bada, e non è possibile ridurre eccessivamente le dosi: è un correttore molto coprente, ma non può fare il suo dovere se ne viene usata una quantità omeopatica. Risultato: mi affidavo al solo fondotinta.
 
Quel "Get pretty!" ripetuto ossessivamente è inquietante...

Nel resto dell’anno, invece, i problemi di cui sopra si attenuano: la lucidità quasi scompare sovrapponendogli cipria e fondotinta (necessario anche per evitare stacchi di tono col resto della base) e non si presenta per diverse ore, e il correttore non si sposta al minimo tocco. Per quanto riguarda le rughette, apro una parentesi e metto le mani avanti: in più di dieci anni di trucco non ne ho mai incontrato uno che non vi si infilasse pochi minuti dopo l’applicazione. Qualcuno resiste di più o le evidenzia meno, mentre i peggiori una volta “rigati” sono impossibili da rimettere a posto, ma nessuno rimane come appena applicato. Del resto, le rughette ci sono, pur non essendo tante per l’età (ad agosto saranno ventisette, e ho visto persone più giovani ridotte decisamente peggio), come potrebbe il correttore “saltarle”? Quando leggo “non si infila nelle rughe” penso sempre a chi afferma che la piega con la piastra dura giorni senza ritocchi… Saranno mica lisce di natura? O forse i nostri concetti di liscio non coincidono.
 
Chiusa parentesi, anche durante i mesi meno afosi Erase Paste si infila nelle rughette poco dopo l’applicazione, ma basta sfiorarlo con le dita per rimetterlo “fuori riga” e, una volta fissato con la cipria, necessita di ripetere questa operazione ogni una/due ore. Non appesantisce l’aspetto della zona perioculare subito dopo la stesura, ma il cedimento si avverte dopo circa quattro ore, complici forse le “toccatine” per levarlo dalle rughette. Ovviamente, se si esagera con l’applicazione, ciò che compare sembra un dipinto astratto realizzato con la salsa cocktail.
 
A prescindere dalle stagioni, su di me questo correttore non andava d’accordo con le creme contorno occhi: su il contorno occhi con olio di Rosa Mosqueta di Omnia Botanica, Vichy LiftActiv Derm Source Occhi e ExpertLift di Nivea non si “aggrappa” benissimo, lo Stick antirughe con olio di Rosa Mosqueta di Bottega Verde (vecchia versione) unge di suo; solo con il Gel Contorno Occhi Levigante e Rigenerante di Darphin e il Gel Borse e Occhiaie di Bottega Verde (che però non è idratante, anzi) stesura e durata rimanevano paragonabili a quelle su palpebra nuda. Usarlo senza idratante o col gel Bottega Verde mi ha causato talvolta problemi di secchezza e arrossamenti, complici l’abitudine di non bere molta acqua e il climatizzatore a tutta potenza.

Benefit Erase Paste #1 Fair
Sui brufoli non è entusiasmante per molte delle ragioni già esposte: riesce a coprirli, ma, data la sua untuosità, basta il tocco del pennello per fondotinta (necessario se il sottotono pesca non è il vostro) per spostarlo e scoprire l’imperfezione, risultando in un surplus di sforzi per ottenere una correzione completa. Vista la consistenza e gli ingredienti, non ero granché tranquilla nell’applicarlo proprio sui puzzoni, ma per coincidenza astrale (e scarsa tendenza ai brufoli) non è mai successo nulla.
Sulle altre zone (lati del naso, area soprastante le sopracciglia) ho poco da dire, se non che necessitano di più cipria per un risultato matte e l’impressione che si lucidino prima rispetto al resto del viso. La verità è che lo usavo in questo modo per accelerarne la dipartita!

A dispetto del PAO di sei mesi (bizzarro, per un prodotto a base di petrolati e lanolina e contenente conservanti), Erase Paste mi è durato poco più di due anni, senza cambiamenti nella resa e nell’aspetto.

Benefit correttore Erase Paste 1 Fair. Foto scattata in interno.

Benefit correttore Erase Paste 1 Fair. Foto scattata al sole.

Non posso dire di averlo amato, ma “odio” è un’esagerazione. Benefit ha avuto idee apprezzabili (tono che non ingrigisce le occhiaie, formula non asciutta, copertura elevata), ma la consistenza untuosa, su di me, ha reso l’applicazione laboriosa e, d’estate, impossibile. Inoltre, non ho gradito la sua idiosincrasia per le creme idratanti, nonostante il mio contorno occhi non sia molto secco. Sicuramente nella valutazione negativa va tenuto conto della delusione scaturita dalle promesse del prodotto, dal prezzo e dal prestigio del marchio (prima di lui ho usato solo correttori di fascia medio-bassa) e dalle tante opinioni positive lette.
Avete mai usato Erase Paste? Vi è piaciuto?
INCI: Petrolatum, Lanolin, Isopropyl Palmitate, Paraffin, Euphorbia Cerifera (Candelilla) Wax, Glycine Soja (Soybean) Oil, Tocopherol, Propylparaben, Retinyl Palmitate, [+/-: Titanium Dioxide (CI 77891), Iron Oxides (CI 77491, CI 77492, CI 77499)].

22 commenti:

  1. Ho sempre sentito parlare di questo correttore e ammetto di esserne stata affascinata per lungo tempo. Non l'ho però mai acquistato per quel Petrolatum scritto a caratteri cubitali in prima fila tra i suoi ingredienti.
    Un abbraccio e buon fine settimana!♥

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    1. Anche io ne avevo sentito parlare molto, ma ero rimasta più colpita dal Full Cover di MUFE, soprattutto dopo averlo visto all'opera su di un'altra persona. Galeotto fu il mua di Sephora, che mi provò entrambi questi correttori (prova piuttosto superficiale, ammetto) e il prezzo, nettamente a vantaggio del Benefit.
      Buon weekend anche a te!

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  2. mai usato ma pensa che era sulla mia wishlist.......... ma dopo aver letto questa recensione o.o penso proprio che passerò!

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    1. Se conosci qualcuno che ce l'ha e potrebbe fartelo provare, ti conviene dargli una chance. Ha uno stuolo di ammiratori non indifferente.

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  3. L'inci pare fatto apposta per far venire gli incubi a che è "bio-orientato". XD
    Comunque a parte tutto il prezzo visti gli ingredienti è decisamente eccessivo.

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    1. Concordo! :D
      Io non credo che il prezzo debba essere funzione dei soli ingredienti: dietro ci saranno costi di ricerca, progettazione, test, pubblicità... Se il prodotto è ottimo ma costoso pago volentieri anche ingredienti non pregiati, se invece non funziona ha voglia di contenere piante rare e pietre preziose!
      PS: sui costi dei cosmetici sostenuti dal produttore, un interessante post è questo, scritto dalla creatrice di Jelly Pong Pong e So Susan Cosmetics. Sembra che le grandi fluttuazioni nei prezzi di differenti marche non siano completamente giustificabili con gli ingredienti utilizzati!

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  4. Anche io ho vene visibili vicino alle occhiaie accidenti che fastidio >_<
    Ti capisco anche sul discorso pieghette, io ne ho poche ma molto profonde, è praticamente impossibile che il prodotto non si infili.
    Credo che cercherò altro perché ci vuole troppa pazienza con questo correttore, e per me questo è un prodotto che va usato sempre, soprattutto al mattino, quando tempo non c'è mai XD

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    1. Oh, pensavo di essere la sola sfigata col correttore ballerino!
      Sì, in effetti vuole un bel po' di tempo e attenzioni per essere steso, meglio rivolgersi ad altro e dormire qualche minuto in più!

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  5. Ho una confezione piccola di questo correttore, era in un kit Benefit, ma ne ho sentito parlare talmente male che non ho mai avuto il coraggio di usarlo...

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    1. Ma dai, neppure una prova in casa? Tanto ormai ce l'hai, magari scopri di essere una delle sue fan. :)

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  6. Non ho mai usato questo prodotto, la mia necessità di un correttore si limita alla correzione di macchie scure in altre zone del viso (fortunatamente non ho occhiaie, per adesso!) e le colorazioni di questo sono lontane anni luce da quelle che servono a me.
    Ne utilizzo uno di MAC che, però, a seconda delle stagioni segue perfettamente il comportamento di questo :D forse si squaglia un po' meno in estate, ma diventa unticcino e non copre nulla.

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    1. Sì, per correggere discromie e brufoli non è l'ideale, a meno che non si abbia la pelle proprio di quella tonalità.
      Odio, io sono tornata a una formulazione liquida proprio per quello! Mai più correttori cremosi/in pasta.

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  7. Ti avevo detto che nelle chiavi di ricerca sul mio blog una mente acuta era arrivata al mio post digitando "Erase Paste puzza" sì, vero? mah! Io aspetto ancora il tuo post sulle chiavi di ricerca! Sappilo!
    Io sui brofoli non l'ho mai utilizzato sai? Però io ho la tonalità 2 quindi non essendo color Sebastian (vedi Ariel) evito per ovvi motivi...
    Ti dirò che a me dura fino a sera fissandolo con la cipria però non lo tocco troppo e le rughette si vedono come dici tu come con qualsiasi altro correttore ma voglio dire lo fanno tutti ma anche perché è normale a me basta che non venga via tutto lasciando solo righe arancioni... fin che non arriviamo a quei livelli a me va benone ;)
    Va che usare la salsa cocktail al posto del correttore potrebbe essere una genialata! Tu proponi quella, io i dischetti levatruZZo e sfondiamo sul mercato!

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    1. Sì! Boh, avranno l'olfatto di un segugio! Riguardo al post. scandaglio Analytics, ma temo che non ci saranno cose molto esilaranti.
      Usandolo sui brufoli dovevo sfumarlo molto col fondotinta, ma del resto non ho grandi problemi di imperfezioni. È che possiedo un solo correttore alla volta!
      Sicuro toccarlo non aiuta, ma per me era l'unico modo per nascondere le righe per un po' e togliere la stanchezza dallo sguardo. Con altri correttori non devo rimettermi a posto così spesso; figurati che le scorse settimane stavo finendo un Maybelline del Paleolitico e teneva meglio del Benefit. Gli ultimi giorni ho quasi perso l'abitudine di specchiarmi negli intervalli! Poi, sull'inevitabilità delle righette la pensiamo allo stesso modo!
      Eh, ma tu diventeresti il Briatore della cosmetica con i dischetti levatruzzo! :D

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  8. Devo ammettere che neanche io ho avuto un'esperienza eccezionale con questo correttore come avevo sempre sentito dire!

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  9. Uh, nemmeno io l'ho mai preso proprio perché mi è sempre sembrato troppo pastoso e inadatto al mio contorno occhi secco! Comunque sono nuova su blogspot, mi piacerebbe fare nuove amicizie e per questo seguo il tuo blog ^-^

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  10. Posso dirti una cosa? La spatolina è utile invece in caso di unghie lunghe con le quali è un macello prelevare il prodotto. Oppure quando il prodotto è quasi finito, come nel mio caso, e non si riesce più a prelevarlo, io l'ho persa la spatolina!!! XD

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    1. Certo che puoi! :) Scusa il mio ritardo, piuttosto.
      Sì, da quel punto di vista trovo anche io che la spatola sia utile, ma avrei preferito che fosse più sottile: usandola correttamente preleva troppo prodotto per le mie necessità, mentre il lato che funge da impugnatura, nel mio caso, ha una puntina fastidiosa.
      Quando la mia si era persa per un breve periodo (scivolando dietro gli altri cosmetici, evviva il disordine!) utilizzavo un cucchiaino da dolcificante impugnato al rovescio. Metodo ancora più scomodo, ma di infilarci le dita non se ne parla.

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  11. Il Famoso, con la F maiuscola! Combatto con le occhiaie da tutta una vita e in rete non si parla che di lui: "Per i miracoli rivolgersi Erase Paste". Quindi un bel giorno sono andata da Sephora a chiedere un campioncino. Come consistenza mi potrebbe pure piacere, non mi secca particolarmente, non se ne va troppo in fretta... però. Però non fa i miracoli, le mie occhiaie son sempre lì e non son particolarmente migliorate rispetto a quando uso un qualsiasi altro correttore. E allora mi risparmio i soldoni che costa e prendo due tubetti di altro allo stesso prezzo!

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  12. Io lo adoro! sono la pecora nera leggendo tutti i commenti!!

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